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Notizie dal web tra tecnologia e religione

Rassegna tra fine 2025 e nuovo anno

Il 30 dicembre, la dott.ssa Barbara Reynolds, già autrice dell’inquietante The Rise and Fall of the Techno-Messiah. Technology and the End Times, continua a lanciare allarmi e su “Washington Informer” ha ribadito che la tecnologia ha oltrepassato i limiti del sacro, specie con le app che invitano a mandare messaggi a Gesù o a conversare con Maria e gli angeli. La conclusione è drastica: “quando le macchine impersonano il divino, la Chiesa deve difendere il sacro” https://www.washingtoninformer.com/digital-spirituality-vs-real-jesus/

Il 3 gennaio, su “International Business Times”, Daniel Joshua Flores presenta il libro del regista Julian Doyle How to Unravel the Gospel Story Using AI. Doyle, noto per il suo contributo alla lavorazione del film satirico Brian di Nazareth dei Monty Phyton, racconta di aver caricato in vari modelli di IA  le descrizioni bibliche della crocifissione di Gesù per sentirsi dire che la sua “originalissima” teoria della sostituzione – ovvero che a essere messo in croce non fu Gesù, ma un altro al posto suo – è la migliore delle ipotesi possibili. All’incirca l’IA gli ha detto: “ok, Julian, hai ragione!”.

La vigilia dell’Epifania, un video dello youtuber Mighty Oracle diffonde una riflessione secondo cui, nel 2050, l’AI avrà sostituito Dio, la Chiesa sarà costretta a chiudere bottega e la fede e la correttezza delle preghiere verranno rigorosamente verificate tramite una sorta di app. L’autore sottolinea che questa lettura non è una sua invenzione, ma è ricavata da una serie di precisi passi biblici e in piena sintonia con essi.

Finalmente degno di un supplemento di attenzione è il corso della UChicago Divinity School dedicato a riflettere su: “Golem, angeli e IA: cosa ci insegnano i non-umani sull’umanità”. In classe si è riflettuto sul perché, nelle diverse narrazioni, i creatori sono destinati a subire la ribellione della loro creatura; e qui il modello di Adamo o il complesso di Edipo sono state le risposte della maggioranza. È emerso anche come sia inevitabile, proponendo film o romanzi di fantascienza, non fare riferimento al dato religioso, come se fosse impossibile pensare al futuro senza la categoria del divino. Uno studente ha chiesto se esistono precedenti, nei testi sacri di qualche religione, di qualcosa che assomigli all’IA e un altro ha risposto facendo riferimento al concetto di “intelletto attivo” della filosofia aristotelica poi ampiamente ripreso e sviluppato nel Medioevo.

Un interessante spunto di riflessione: https://news.uchicago.edu/story/golems-angels-and-ai-what-non-humans-teach-us-about-humanity

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